
La nascita della
Romania contemporanea risale, come tutti i moti nazionalisti rivoluzionari, alla seconda meta dell'ottocento.

Le sue maggiori province (
Moldavia, Valacchia, Transilvania) erano spartite tra l'
Impero Ottomano e l'
Impero Austrungarico, ed in entrambi i regni, si sopprimeva e si ostacolava la formazione di un identità nazionale e popolare. Essa però era già timidamente presente nei territori, dove il fuoco della sua rivalsa era attizzato dalle indecorose leggi che impedivano, ad esempio, ai rumeni stessi di risiedere dentro le mura delle loro stesse città. Nasceva il
nazionalismo rumeno, che guardava
non ai nazionalismi vicini come modello e guida (forti attriti vi erano con quello ungherese ad esempio), ma che scelse di esser illuminato dalla nazione tipo per i propri ideali:
la Francia.

Il
1848, come per altri molti stati europei, fu l'anno della svolta: le tre province, che in precedenza erano state occupate anche dai soldati russi, riuscirono ad emanciparsi ed a conquistare una soffocata e debolissima indipendenza, fino ad arrivare nel
1862 alla formazione del
Principato di Romania da parte di
Moldavia e
Valacchia.Il Principato era riconosciuto come "tributario" dell'Impero Ottomano, ma si formò sui modelli amministrativi e sociali Francesi.
La guida del neonato stato era stata assunta grazie ad un colpo politico dalla dinastia degli
Hohenzollern, che riuscirono ad avvicinarsi all'amicizia della Germania, valido alleato politico nella lotta per l'Indipendenza.

Amicizia però, che non impedì la discesa della Romania nella
I° Guerra Mondiale a fianco del suo stato mentore: la Francia e l'
Intesa. Nonostante i pochi e scarsi successi militari, il Principato di Romania vide cadere i suoi più grandi nemici: l'Impero Ottomano e quello Austro-Ungarico erano stati
distrutti, compreso quello Russo. Ciò permise ad altre tre province (
Transilvania, Bessarabia e Bucovina) di unirsi alla
Romania, riconosciuta finalmente indipendente nel
1920 dal trattato di Trianon.
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